Alla scoperta di Trinity Home, aka Tink, talentuosa e promettente erede di Ms. Minaj.

2005: Lil’ Kim e Missy Elliott pubblicano quelli che, fino ad ora, sono rimasti i loro ultimi album in studio. A partire da quell’anno, il rap femminile conosce un vero e proprio periodo di oblio dal quale uscirà soltanto cinque anni dopo con l’esplosione del caso mediatico Nicki Minaj. La rapper di origini sudamericane ha avuto il merito di resuscitare una parte del mondo hip hop che sembrava oramai estinta, dando vita ad uno dei personaggi più controversi del rap game. Da otto anni la first lady della Young Money domina incontrastata il rap femminile e, con un quarto album oramai alle porte (“Queen“, 15 giugno), la domanda sorge spontanea: chi riuscirà a raccoglierne l’eredità? Nemmeno Nicki è riuscita a darsi una risposta e lo rappa forte e chiaro in “No Flag” con London On Da Track. Ma dall’Illinois qualcuno sta arrivando: quel qualcuno si chiama Tink.

Trinity Laure’Ale Home nasce nel 1995 a Calumet City, vicino al Lago Michigan, e il soprannome di “Tink” le viene dato dai suoi amici alla scuola elementare. La musica entra nella sua vita molto presto: canta fin da piccola nel coro della chiesa ed inizia a scrivere canzoni già ad 11 anni. La rapper inizia a farsi notare tra 2011 e 2013 con alcuni mixtape, pubblicati grazie al supporto di una cantante locale, solita dare il proprio sostengo a giovani talenti alla ricerca di un futuro. Questi primi lavori, notati sia da Billboard che da Rolling Stone, ci mostrano già l’abilità di Tink di mischiare sapientemente hip hop e R&B e la sua profondità di cantautrice. Nel 2013 collabora con i Future Brown (gruppo di produttori da LA) nel loro EP di debutto e, l’anno seguente, con il cantante R&B Jeremih nella traccia “Don’t Tell Nobody“. Sarà proprio quest’ultima canzone a cambiare per sempre la vita di Trinity.

Tink“Don’t Tell Nobody” arriva, infatti, alle orecchie del leggendario Timbaland (indimenticabili gli album prodotti con/per Missy Elliott, date loro un ascolto!) che, in men che non si dica, mette sotto contratto la rapper attraverso la sua Mosley Music Group. L’iconico producer avrebbe poi rivelato, durante un concerto, che la cantante Aaliyah gli sarebbe apparsa in sogno dicendogli che Tink “era quella giusta”. Vero o no, la strada di Tink sembra spianata: il duo inizia a lavorare duramente e la label programma l’album di debutto, “Think Tink“, per il luglio 2015.

Timbaland

Un singolo promozionale, “Around The Clock“, viene rilasciato a fine 2014 e già ci fa capire quello di cui questa ragazza, nelle mani giuste, è capace di fare. Un oscuro beat ipnotico accompagna Tink mentre rappa della necessità di cambiare prospettiva, smettendo di dare al denaro troppo importanza: quello di cui abbiamo veramente bisogno è il tempo, utile per cambiare, migliorare, trasformarsi (All I think about is time/I need it around the clock).  L’impronta di Timbaland è inconfondibile e le barre di questa ragazza sono fenomenali: un flow impeccabile e rime eccellenti non fanno altro che stuzzicare l’interesse dell’ascoltatore.

Il primo singolo ufficiale, “Ratchet Commandments“, è una vera e propria mina: il beat è qualcosa di eccezionale, sperimentale, futuristico! Il brano è una forte critica alla vita fatta di locali, social network ed ore piccole che contraddistingue la quotidianità di molte persone, inclini a perdere tempo in queste cose piuttosto che ad investire energie nella costruzione del proprio futuro (They rather be on the block than takin care of the crib/I’d rather be making money than takin care of some kids).

Million“, contenente un campionamento di “One In A Million” di Aaliyah, viene estratto come secondo singolo. Qua le barre fanno spazio ad una voce dolce e molto intima che canta dell’amore per il proprio partner: Tink mostra il proprio lato più romantico, aiutata da un beat magistrale fortemente impregnato di R&B. Nonostante il successo commerciale di questi brani sia pressoché nullo, Timbaland e la sua etichetta sembrano comunque decisi a pubblicare  l’album in tempi brevi: ma, ahimé, “Think Tink” non vedrà mai la luce.

Dopo continui posticipi, la rapper scompare dalla scena nel corso del 2017 per tornare qualche mese fa con una terribile notizia: il rapporto con Timbo si è interrotto e nessuna canzone registrata fino a quel momento sarà pubblicata. Tink si racconta in una lunga intervista a The Fader, dove rivela alcuni retroscena e parla di come il perfezionismo di Timbaland le abbia impedito di pubblicare l’album. La sua carriera, tuttavia, continuerà da indipendente.

Questa notizia non ha fatto che lasciare delusi coloro che, come il sottoscritto, desideravano ardentemente sentire quali meraviglie Tink e Timbo avessero registrato. Tuttavia, la rapper non perde tempo e, a marzo, rilascia un EP di 6 tracce (“Pain & Pleasure“) in cui hip hop, R&B e soul si fondono magicamente creando vere e proprie good vibes. Non vi dirò altro su questo piccolo progetto per non rovinarvi la sorpresa ma una cosa è certa: la voce di questa ragazza di soli 23 anni riesce ad arrivarti al cuore, regalandoti dei brividi che la musica commerciale di questi anni non riesce nemmeno a farti sognare.

TinkSiamo, senz’altro, di fronte ad un talento enorme: Tink scrive i propri testi, sa rappare e cantare allo stesso tempo passando dall’uno all’altro con una facilità disarmante e regalandoti emozioni uniche. La speranza è che qualche label possa rendersi conto della magia che riesce a creare e darle la possibilità di pubblicare altra musica di qualità. Chi la segue da tempo darebbe chissà cosa per poter ascoltare anche solo qualche altra canzone da “Think Tink” (me compreso!) e la sua mancata pubblicazione rappresenta una grande occasione sprecata. Evidentemente, non era destino.

Cosa ne pensate? Vi lasciamo il link di Spotify dell’EP… buon ascolto!

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