Dopo Ghemon e Low Low, Frah Quintale è il nuovo ospite del format “64 Bars”, su un beat di Bassi Maestro.

Il format “64 Bars” è una figata. La scelta di unire due mondi artistici differenti attraverso un metodo di produzione classico si è rivelata, questa volta, più azzeccata che mai. Nell’episodio che vedeva coinvolti Ghemon ed Andry The Hitmaker, l’azzardo è stato quello di unire due sonorità molto distanti tra loro, mentre in quello che vedeva coinvolti Low Low e Big Fish si era andati molto più cauti visto la conoscenza reciproca degli artisti. Questa volta tocca a Bassi Maestro e Frah Quintale collaborare: il primo nelle vesti di producer, il secondo in quelle del rapper.

Molti accostano la figura di Frah Quintale ad una concezione di musica che si avvicina molto di più al cantato piuttosto che al rapping. La verità sta però nel mezzo, poichè Frah ha un più che solido background a livello di scrittura, che ha deciso di rappresentare in delle barre molto incisive buttate fuori per l’occasione. Il beat di Bassi è assolutamente “classic”, con un sample di un disco Gospel ri-arrangiato in modo semplice ma efficace. Un piatto d’argento, in veste di boom-bap, servito a Frah, che ci sorprende con versi molto intelligenti ed interessanti, difficilmente scontati e spesso di notevole impatto. Basti vedere la citazione introduttiva a Neffa, quella a metà pezzo ad “Una Minima” di Fibra ed infine quella a Bassi per “Foto di Gruppo”.

Come da lui affermato nella breve intervista a Sto, il format “64 Bars” è stata un’occasione importante per togliersi alcuni “sassolini dalle scarpe” per ciò che riguarda l’attuale momento del rap in Italia: dalla pochezza di contenuto sino al discutibile modo di vestire, dall’assenza di background sino all’incapacità di saper scrivere delle rime, Frah ne ha per tutti. L’occasione, inoltre, è stata ghiotta per tornare in studio con Bassi Maestro, dopo una passata esperienza riguardante il missaggio di suoi lavori precedenti.

Cosa ne pensate di questa collaborazione Frah Quintale x Bassi Maestro targato Red Bull?

Foto di Guido Borso.

Commenti
Ho 21 anni e mi nutro quotidianamente di questa musica. Preferisco gli autori profondi a quelli superficiali e sono fermamente convinto che il rap possa veramente tirare fuori le persone dalla m*rda.