Un riconoscimento sensazionale: Kendrick Lamar ha vinto il premio Pulitzer in campo musicale grazie al suo ultimo album ufficiale, “DAMN”.

Rapologia nasce con il dichiarato intento di trovare delle risposte concrete al possibile accostamento di idee tra il rap ed il cantautorato. Nonostante le differenze di esecuzione, di concezione, di modalità scrittura e tanto altro. Molti artisti ci hanno dato il benestare riguardo questo possibile paragone, altri si sono dimostrati più scettici. Ed è proprio mentre ci interroghiamo se il rap sia effettivamente il cantautorato del nuovo secolo che Kendrick Lamar ha vinto il premio Pulitzer per il suo ultimo album, “DAMN“.

Il profeta di Compton è il primo artista – non classico/non jazz – a ricevere un riconoscimento tanto importante. Per l’occasione, la giuria ha definito il suo ultimo album così:

Una virtuosa collezione di brani uniti ad un’autenticità della parola e ad una composizione melodica che offrono un ritratto commovente della complessità dell’uomo afro-americano moderno“.

La prima sensazione è che questo non sia un riconoscimento inedito, puramente legato al fenomeno della casistica, bensì il coronamento di un’importante carriera che, con prepotenza, è entrata a far parte della cultura americana e non solo, ottenendo importanti riscontri sociali ed artistici anche nel resto del mondo, Europa compresa.

Ma perchè questo riconoscimento è tanto importante? Ricordiamo che Kendrick Lamar, inoltre, ha già portato a casa un prestigioso Grammy quest’anno per il medesimo album. Questo premio Pulitzer – in campo musicale – però vale molto di più. La realtà, sino a qualche anno fa significativamente velata, è che oggi il movimento dell’Hip-Hop è divenuto il linguaggio universale per eccellenza, sradicando il primato di culture e sottogeneri differenti che vanno dalla musica alla scrittura. Artisti come Kendrick – è necessario differenziare – sono oggi gli scrittori più importanti della nostra generazione.

Non è un caso che oggi il rap sia il genere più ascoltato il mondo, il più influente in assoluto. Penne raffinate come quella di K-Dot hanno contribuito in modo gigantesco ad accrescerne popolarità ed importanza, finendo per diventare – dati alla mano – il vero fenomeno rivoluzionario dei nostri tempi, in grado si risvegliare le coscienze di una generazione troppo impegnata dal falso progresso ed incapace di esser coscienziosa con se stessa e con il mondo che gli gira attorno.

Il premio Pulitzer vinto da Kendrick Lamar è uno, se non il più, importante riconoscimento che l’Hip-Hop potesse ottenere oggi.

Commenti
Ho 21 anni e mi nutro quotidianamente di questa musica. Preferisco gli autori profondi a quelli superficiali e sono fermamente convinto che il rap possa veramente tirare fuori le persone dalla m*rda.