Aspettando novità sull’album, abbiamo deciso di analizzare il testo di “Vendetta” di Marracash così da mettere in luce la potenza tecnica e contenutistica dei suoi brani.

Ma iniziamo con calma: perchè questa rubrica?

Il rap è in un certo senso uno dei generi musicali più vicini alla poesia, si parla spesso infatti di varie figure retoriche e stili che vengono utilizzati dai rapper. La rima sta alla base delle liriche di questo genere musicale, la similitudine e la metafora vengono spesso utilizzate insieme ad altri artifici retorici. Questa rubrica vuole fare appunto notare, attraverso l’analisi di alcune canzoni, le tecniche usate da un rapper nello scrivere una canzone e l’impatto contenutistico.

Partendo da Marracash, uno dei maggior esponenti della scena – nonché senza ombra di dubbio uno dei migliori a livello lirico – cominciamo ad analizzare una traccia che è ormai considerata un manifesto della sua carriera: “Vendetta“, contenuta nell’album “Status“.

Ah, se prima ti serve una rinfrescata riguardo alle figure retoriche clicca qui.

Analisi tecnica di “Vendetta” di Marracash

Parlando della struttura generale del testo, lo schema metrico è libero, i versi terminano o in rima, oppure spesso in assonanza, creando per tutta la canzone dei giochi di suoni. Ovviamente come gran parte dei testi rap sono presenti molte similitudini (es. “come nel rugby”, “come l’influenza”, “come il joypad”…) che hanno la funzione di marcare e evidenziare i concetti espressi precedentemente. Anche varie metafore sono presenti nel brano e ne è un esempio il verso “giocano i figli delle serve, la nostra gente”: in questo caso “serve” non ha il significato proprio del termine, ma viene usato per enfatizzare il concetto che si vuole esprimere, ovvero che nel quartiere del rapper “Baronese” abitano famiglie poco agiate e “dimenticate dallo stato”.

Viene utilizzata persino la sineddoche, per esempio quando dice “nel mio quartiere siamo al verde, però c’è il verde”. In questo caso il colore è usato – prima per descrivere la situazione economica delle persone (ed è quindi una metafora) – e poi per indicare che è presente la marijuana (verde appunto). Marra utilizza il colore per intendere l’oggetto, si può parlare quindi di sineddoche.

È presente una diafora nell’utilizzo della parola “battere”: nel dettaglio, prima utilizza il verbo nel senso stretto del termine quando si riferisce al sole, dopo gli dà un significato di sinonimo per intendere il mestiere più antico del mondo – “Lato est fra da me batte il sole, lato nord battono le rumene“.

Forse, anche se un po’ tirata, si può notare anche un misto tra paradosso e iperbole quando scrive “con la sete di filmare Dio con la 7D mentre gli chiedo di dimettersi”: potrebbe essere intesa come un esagerazione del concetto che il king del rap vuole esprimere (iperbole) e una situazione surreale (paradosso). Anche la frase “vogliamo somigliare a quelli su cui sputiamo m*rda” è un paradosso che evidenzia un comportamento assurdo da parte della maggior parte delle persone. Infine, tra i vari giochi di parole è da sottolineare la frase “la mia fame mi precede” che prende un famoso modo di dire e lo cambia di una lettera (fama-fame), modificandone il significato.

Possiamo notare, inoltre:

  • un’anafora a metà della prima strofa, due versi consecutivi iniziano con la parola “onestà”;
  • un’epifora poco dopo con le parole “prima linea”;
  • una perifrasi quando scrive “non vendo più la vita ad ore”, usando un giro di parole per intendere “lavorare”;
  • un’alitterazione della lettera G verso la fine della seconda strofa: “Così tanti G in salotto, tutti a un tavolo come se qui c’è il G8, io dipingo santi, Giotto
  • alcune analogie, dato che varie barre terminano appunto con un paragone tra la frase e il sostantivo finale: ad esempio “euro gialli verdi viola – aurora boreale”, si vede come “aurora boreale” potrebbe essere vista come analogia rispetto al resto della frase;
  • un enjambement negli ultimi versi della prima strofa: “ed eravamo tutti amici prima dei contratti – prima dei soldi ma chi – cambia son quelli che non li han fatti”;
  • un’epanadiplosi alla fine delle tarza strofa: il verso “classe media senza classe” inizia e finisce con la stessa parola.
  • un’antitesi nella barra “schifo i soldi ma amo quello che ci puoi comprare” i verbi “schifare” e “amare” sono di significato opposto.

Analisi contenutistica di “Vendetta” di Marracash

La struttura lirica di un testo è di fondamentale importanza per scrivere bene. Marracash è senza dubbio una delle perle rare sotto questo punto di vista, ha un modo di esprimere i concetti che risulta diretto ma al contempo sofisticato e mai banale.

“Vendetta” è certamente un esempio lampante del perfetto mix fra contenuto e tecnica, un racconto della società di oggi e una forte critica al sistema, specialmente quello musicale. Non una critica sterile, bensì ragionata e non scontata, che punta a far aprire gli occhi all’ascoltatore.

Nelle varie barre vengono sviscerati tanti problemi del nostro Paese, problemi che vanno dall’industria musicale – nel 2015 (anno di uscita della canzone) era ancora arretrata rispetto al resto del mondo – alle situazioni di disagio delle periferie metropolitane, passando per i comportamenti al limite dello stupido che vengono assunti dall’italiano medio (“vogliamo somigliare a quelli a cui sputiamo m*rda, ci danno in pasto nuovi vizi, nuova m*rda e noi ce li prendiamo tutti come l’influenza”).

Straordinariamente rilevante è il contenuto dell’ultima strofa che inizia così:

“No che non puoi salvare il mondo puoi salvarti tu,
l’amicizia è solo un click, l’onore solo un tattoo,
l’amore è uno scoop che fa view,
vendere di più, dico “f*ck you”
.

Questa parte, è particolarmente significativa per il concetto che si esprime in tutta la canzone: una società che si sta dirigendo verso una totale mancanza di valori, un’ipocrisia che dilaga nelle relazioni tra le persone e che trasforma cose di enorme valore come “amicizia”, “onore” e “amore” in concetti frivoli e superficiali.

La prima e seconda strofa, già molto potenti a livello di significato, preparano l’ascoltatore all’ultimo gruppo di versi che scava ancora di più nel profondo. Si percepisce una rabbia e un’intensità fuori dal comune che si traduce in un’altra frase di fondamentale importanza:

“Vedo sangue sulle cravatte di chi ha scommesso che il paese crollasse,
e classe media senza classe, che ha lasciato accadesse
perché voleva lei farne parte”

Una colpa, quella di aver ridotto la società in questo modo, che parte dalla classe dirigente ma che non risparmia la classe media che non ha fatto nulla per fermare tutto ciò e, con questo, ci colleghiamo al discorso di prima riguardo ai comportamenti allucinanti di ogni singolo individuo.

Conclusioni

L’obbiettivo dell’articolo è quello di indurre l’ascoltatore a fare una certa analisi nell’ascolto di una canzone e apprezzare chi, nella scena rap, dà importanza alla bella scrittura.

Gaber diceva (con senso critico ovviamente) “la qualità non è richiesta, è il numero che conta”: ecco, cerchiamo e cominciamo a apprezzare e seguire maggiormente la qualità e diamo, invece, meno importanza all’aspetto quantitativo e meramente esteriore.

Dopo tutto lo stesso Marracash è prova vivente che può benissimo coesistere il mix tra contenuto, tecnica e sound (e che vale la pena aspettare tre anni per un album).

Correlato:

  • Leggi il nostro articolo riguardo l’attesa del nuovo album di Marracash.

Grafica di Manuel Di Pasquale.

Commenti
Ascolto e amo il rap da quando ho 10 anni e questo genere mi accompagna quotidianamente in tutto quello che faccio, ogni tanto cerco di scrivere qualcosa di interessante al riguardo.