L’album “Kyoto” di Tyga ci presenta un cambio di stile rispetto il passato: meno barre più melodia. Piacerà ai fan?

Vi ricordate il Tyga di “Molly“, “Young Kobe“, “Dope” e “Glitta“? Se la risposta è sì, beh, dimenticatevelo perché all’interno di “Kyoto” – il suo sesto album ufficiale uscito oggi venerdì 16 febbraio – c’è veramente pochissimo spazio per rime e fotta, sovrastato dalla voglia di melodie del nativo di Compton.

Fa veramente strano sentire un rapper come lui pubblicare un disco con questo stile ma, così come hanno fatto diversi suoi colleghi (anche del nostro Paese), ognuno con la propria musica è libero di far quello che vuole e se Tyga ora si sente meglio all’interno di questi suoni e tematiche, ben venga, non possiamo che augurargli il meglio. Alcuni segnali, comunque, gli avevamo già avuti lo scorso anno con brani come “1 of 1” o con alcune scelte per il suo precedente progetto, “Bugatti Raww“.

Ecco come ha spiegato questo suo nuovo percorso musicale:

«C’erano determinate melodie dove non mi piaceva come suonavo. Devi trovare qualcosa che ti rappresenti, devi sapere con quale suono funzioni meglio. Devi semplicemente avere a mente dove ti senti più a tuo agio e io non lo ero più mentre realizzavo dischi come quelli che ho fatto un anno fa.»

Da questa sua scelta è nato “Kyoto”, un album con all’interno quattordici tracce con la presenza di sole tre collaborazioni al microfono: Tory Lanez, 24hrs e, infine, Gucci Mane, l’unica presenza di rap di cui vi abbiamo accennato qualche riga più su.

Se ascolterete l’album “Kyoto”, fateci sapere cosa ne pensate!

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