“Pokoflow” è un brano sentito col quale Bassi Maestro riflette sulla scena rap italiana.

Bassi Maestro è uno dei pionieri della scienza doppia H in Italia e con “Pokoflow” vuole provare a sabotare il sistema da dentro. Solo qualche settimana fa lo trovavamo come special guest all’ “Adidas Talk Show“, che vedeva tra gli ospiti alcuni dei nomi più importanti del momento, altri meno. Lo stesso Bassi presenziò a quella conversazione con al fianco Charlie Charles, simbolo del nuovo che avanza, ed un certo Drefgold, simbolo di qualcos’altro. A Bassi vennero chieste diverse opinioni riguardo la musica, il suo cambiamento e le sue ispirazioni e, per quanto lui abbia sempre affermato di accogliere positivamente i nuovi trend, non ha mai nascosto di non apprezzare certe uscite che di stiloso e di genere hanno ben poco.

“Pokoflow” si presenta sin dalla cover come un brano provocante tramite le cui barre ci racconta per filo e per segno i vizi e le tendenze discutibili che il nostro genere sta prendendo in Italia oggi. Bassi è un estimatore importante della nuova scuola, come dimostra in “Welcome to Milano“, ma nel farlo è – come suo solito – molto selettivo. Spinge il rap fatto bene ma respinge le parole gridate a caso con l’autotune, non pensa ai vestiti ed alla moda mentre questi ultimi sono strumenti indispensabili per il successo oggi. È palese come – nonostante la musica metta d’accordo tutti – le distanze che si creano tra personaggi come Bassi Maestro ed un Drefgold, tanto per citarne uno, siano pressochè incolmabili così come succede anche oltreoceano. Tramite le sue instagram stories possiamo infatti vedere come lo stesso Bassi accosti liricisti di spessore quali SchoolBoy Q e Asap Rocky a gente un po’ meno raccomandabile come Lil Pump.

L’outro conclusivo presente all’interno del brano fa inoltre da monito al discorso precedente e ci invita a delle riflessioni di cui forse tutti avremmo un po’ bisogno. Ascoltate per bene.

 

Commenti
Ho 21 anni e mi nutro quotidianamente di questa musica. Preferisco gli autori profondi a quelli superficiali e sono fermamente convinto che il rap possa veramente tirare fuori le persone dalla m*rda.