GQ è uno dei membri della label del produttore americano 9th Wonder

Non fermatevi al titolo né al nome curioso dell’artista che sicuramente vi avrà già fatto pensare alla nota rivista americana GQ. Se conoscete il nome del produttore avrete già cambiato idea, se non conoscete neanche lui ve ne introduciamo brevemente la storia.

9th Wonder è uno dei produttori americani per eccellenza, cultore della musica black e ricercato nel suono. Ambito da molti rapper underground e non per il suo stile soffuso e morbido, oltreoceano definito “soulfoul“, è salito agli onori di cronaca per aver interamente remixato il classico di Nas “God’s Son”. Le sue doti non sono ovviamente passate inosservate e il suo percorso artistico è stata una continua scalata verso il perfezionamento dello stile e la riconoscibilità del proprio sound, tanto da trovare il suo nome in due album peso dell’Hip Hop americano come “Black Album” di Jay Z e “Damn” di Kendrick Lamar. Da tempo ha inoltre fondato la sua etichetta discografica “JAMLA” tra le cui schiere vede anche il sopracitato artista GQ. 

GQ (vero nome Quentin Thomas) è uno degli ultimi rapper ad aver firmato con l’etichetta di 9th Wonder ed è, inoltre, uno di quegli artisti che meglio si sposano con le intenzioni del produttore, abile nel saper pescare talenti che non siano solo di copertina (come il nome potrebbe ingannare) ma di qualità. GQ nasce ad Oakland dove presto costruisce intorno a sé la fama di star nel mondo del basket grazie al talento dimostrato nel college. Presto però si accorgerà di voler diventare veramente una stella, ma con le rime piuttosto che con la palla a spicchi.

E 14th” è un disco puramente hip-hop, coinvolgente nelle atmosfere, classico nel suono e tagliente nelle rime. Nonostante ad un primo impatto possa risultare ostico per i meno devoti alla cultura, non mancherete di innamorarvene durante la sua piacevole durata. Le tracce, oltre ad essere ben strutturate, scorrono fluide, figlie del flusso emotivo che il rapper di Okland riporta in modo originale e pulito tra le sue barre ed il suo flow. Avete presente quella sensazione di appartenenza che raramente vi rispecchia all’interno di un disco? Bene, a me è successo, e se siete alla ricerca di un prodotto inedito e ben scritto che susciti in voi sensazioni ed emozioni non esitate.

9th Wonder e GQ hanno al chiave giusta per voi.

Commenti
Ho 21 anni e mi nutro quotidianamente di questa musica. Preferisco gli autori profondi a quelli superficiali e sono fermamente convinto che il rap possa veramente tirare fuori le persone dalla m*rda.