Riascoltando “ALBUM” mi sono reso conto che, quando Ghali vuole comunicare un messaggio ai suoi fan, non esiste retorica

Quando il 26 maggio 2017 esce “Album“, Ghali è già all’interno di un meccanismo ben collaudato e completamente funzionante. YouTube scoppia di views e “Happy Days” sta già ripagando la lucida scelta di averlo fatto diventare il singolo air play del progetto.

Il rapper di origine tunisina, vuoi per una questione di umiltà, vuoi per scaramanzia, non ha mai parlato di “Album” come di un successo annunciato, ma le barre all’interno del progetto inquadrano alla perfezione la sua opinione in merito durante la stesura delle liriche:

«Mamma, dai, sincera ti aspettavi tutto questo?
Eravam già ricchi dentro
Mio dio che bello dirti “Te l’avevo detto!”»

La rapidità con qui Ghali ha conquistato la scena è una cosa più unica che rara e ha fatto si  che il processo di metabolizzazione della situazione coincidesse con il periodo di incisione del disco e, quindi, si riflettesse nelle rime e negli argomenti con cui ha concepito “Album”, con una intensità e una confusione tali da far pensare al tema del successo quasi come ad un’ossessione.

Analizzando la tematica sopra-citata attraverso un percorso all’interno del disco, noteremo infatti che gli accenni alla popolarità si ripetono praticamente ogni traccia, con interpretazioni sconnesse, talvolta all’interno dell’identico brano.

HABIBI

“È la via di Carlito (Ooh) ma con un lieto fine (Ooh)
Come andare in paradiso (Ooh) ma senza morire (Ooh)”

Siamo alla terza traccia dell’album ed ecco che ritornano le odi al taglio del traguardo. L’artista sembra sprizzare di energia positiva, ma bastano pochi secondi ed ecco che nel bridge successivo le sensazioni cambiano.

“Qua non ti ascoltan quando hai sete
Ti stanno addosso quando bevi”

LACRIME

Devo essere onesto, non sono stato sincero con voi poche righe fa. Quando dissi che l’unicità del racconto del successo stava nella velocità con cui egli avesse raggiunto il successo non era vero. O per lo meno, lo era ma solo in parte. Avevo bisogno di introdurvi nella parte più tetra e triste dell’animo di Ghali, che esce solo dopo un po’ di tracce.

Il successo, cari miei, pare ancora una volta essere un’arma a doppio taglio ed ecco che, il consenso, obbliga a combattere con alcuni mostri che pensavi di aver cancellato, ma ora tornano più forti che mai in una sorte di meccanismo di rimbalzo, e sei obbligato ad affrontarli.

“Ti deridono poi ti escludono, poi ti fanno gli sgambetti
Perdono poi ti applaudono e ti chiedono mille selfie
Ma io non sono un self-service
Vorrei sparire come Elvis”

ORA D’ARIA

Il disagio interiore per la difficile integrazione nella società che ha vissuto Ghali durante l’adolescenza raggiunge il livello critico nella settima canzone dell’album, in cui i pensieri sono così tanti e sfocati da trasformarsi in una costernazione totalmente priva di una logica lineare, ma estremamente potente e carica di sentimento, a tal punto da incastonarsi perfettamente nel processo sequenziale fino a qua descritto.

Polizia, polizia
Prima arrestano mio padre poi mi chiedono la foto

VIDA

“Vida” è una traccia che racchiude in maniera esaustiva le sonorità e le tematiche dell’album, tramite un ritornello in cui l’artista si rivolge alla musica chiedendole di portarlo via dalla miseria e di non scherzare con il suo destino.

È il momento più bello della sua carriera, eppure Ghali ha dovuto sopportare una sofferenza nella stesura di “Album”, un’amarezza provocata da un’infanzia difficile che con buone possibilità si riverserà anche nei prossimi progetti. C’è una barra, tuttavia, che con ottime probabilità poco ha a che fare con il discorso sopra-citato, ma nel mio viaggio all’interno di “Album” mi ha fatto pensare ad una possibile accettazione della sua sofferenza. È il cosiddetto principio dell “adattamento”.

Se i buttafuori ci buttano fuori
Facciamo festa fuori

La figura del buttafuori che caccia Ghali e i suoi amici è la metafora della difficile integrazione dell’artista, il quale, pero’, ora sta raggiungendo il suo sogno e quindi non si farà mai schiacciare da questo peso, basterà adattarsi e godersi la sua meritata affermazione. Ninna nanna e sogni d’oro Ghali.

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Universitario di giorno e editore nelle pause pranzo, ho deciso di mettere la mia ossessione per il rap a servizio di chi vuole approfondire questa folle e straordinaria cultura. Prediligo i bassi distorti e l'autotune su qualsiasi flusso di parole.