Belly ci presenta il suo punto di vista sul rap

È uscito quasi in sordina il nuovo album del rapper metà canadese e metà israelita Belly. “Mumble rap” è stato un fulmine a ciel sereno, uscito con zero promo e zero aspettative, messo in ombra dalle tendenze del momento dalle quali l’artista si discosta in modo deciso nonostante il titolo provocatorio.

Molti infatti potrebbero essere facilmente ingannati da questo, sperando in un Lil Pump canadese, ma non è così e questa è una bellissima sorpresa. Il ruolo dell’astro nascente versatile e di consenso appartiene in questo momento al ben più noto Tory Lanez, il quale lavora comunque sotto la supervisione di Belly che ne ha co-prodotto il disco d’esordio “I Told You”. Citando Vegas Jones, Belly è un Puff Daddy canadese che privilegia il lavoro in studio pianificando nei minimi dettagli i progetti musicali suoi e dei suoi soci.

Ragione per la quale ha avuto modo di partorire un album tutt’altro che banale dagli spunti notevolmente interessanti. Il disco si sviluppa attraverso 11 tracce supervisionate da Bo1-da, fidato socio di Drake che di numeri e di lavori vincenti ne sa qualcosa. Il disco suona subito interessante sin dai temi con pezzi come l’intro, “Immigration to the trap“, la cupa e introspettiva “Lullaby” o l’esercizio di stile in “Alcantara” con la collaborazione di Pusha T. Unica pecca è che, forse, la seconda metà del progetto possa risultare ripetitiva o comunque non a livello della prima nonostante la qualità rimanga alta per tutto l’ascolto.

Siamo convinti che questo esordio possa segnare nel bene questo 2017 e regalarci motivate speranze per una scena canadese che ha dimostrato di sapere il fatto suo esportando suoni ed artisti a livello internazionale. Date un ascolto e vedrete.

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